Giustizia militare, movimento pacifista e obiezione di coscienza

Nel corso del XX secolo degli svizzeri hanno ripetutamente assunto un atteggiamento critico nei confronti dell'esercito. Antimilitaristi ed esponenti del movimento pacifista sono finiti nel mirino della Polizia federale, mentre gli obiettori di coscienza hanno dovuto rendere conto alla Giustizia militare.

Antimilitarismo e pacifismo

All'interno della sinistra politica l'antimilitarismo e il pacifismo hanno una lunga tradizione. Soprattutto negli anni '20 e dalla fine degli anni '60 ampie cerchie della popolazione ebbero un atteggiamento critico nei confronti dell'esercito. Queste tendenze sociali si ripercossero sempre sul numero di obiettori di coscienza svizzeri. Essi vennero condannati dalla Giustizia militare fino agli anni '90. Dal 1996 è in funzione un servizio civile alternativo per gli obiettori. Per il periodo fino al 1910 esistono soltanto singoli dossier personali sugli obiettori di coscienza. Le raccolte di sentenze dei tribunali di divisione sono tuttavia complete e sono conservate nel fondo di pertinenza E27 per quelle fino al 1910 e nel fondo dell'Ufficio dell'uditore in capo per quelle dal 1908 circa. Dal 1911 si conservano dossier personali su obiettori di coscienza nel fondo dell'Uditore in capo, mentre dal 1969 nel fondo dell'Ufficio dell'uditore in capo. Al cospetto della Giustizia militare furono giudicati anche quegli svizzeri che prestarono servizio bellico per eserciti stranieri. Nel XX secolo questi casi hanno riguardato, oltre ai membri della Legione straniera, soprattutto i combattenti volontari durante la guerra civile spagnola.

Informazioni sul tema sono fornite anche da alcuni archivi privati di antimilitaristi e pacifisti, ad esempio quello di Max Daetwyler.

Schedature

Già prima e soprattutto durante la guerra fredda la Polizia federale vigilò su molti antimilitaristi e persone attive nel movimento pacifista. Presso l'Archivio federale svizzero sono custoditi dossier personali e tematici sull'antimilitarismo e sul movimento pacifista redatti dal Ministero pubblico della Confederazione (fino al 1957, dal 1958). Questa documentazione sistematica venne scoperta nel 1989 e portò agli onori della cronaca il cosiddetto «affare delle schedature», di cui si occupò una commissione d'inchiesta parlamentare del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

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Ultima modifica 23.10.2015

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