Senza patria e nomadi
Fonti storiche dell'Archivio federale svizzero sul rapporto problematico dello Stato e della società con la popolazione non stanziale.
Fino al XX secolo inoltrato i senza patria e i nomadi vennero considerati un problema di ordine pubblico e di politica sociale. Esponenti di una società borghese e stanziale cercarono di spingerli ad assumere un lavoro regolamentato e una dimora fissa e di costringere i loro figli alla frequenza scolastica regolare. In questa «rieducazione» svolse un ruolo importante la fondazione «Pro Juventute» con la sua opera assistenziale «Bambini della strada».
Rapporto problematico con il popolo non stanziale
Per i «riformatori sociali» il «vagabondaggio» costituiva per cause morali ed economiche un male che una società avanzata avrebbe dovuto debellare. Lavoro regolare, domicilio fisso, frequenza scolastica per i figli: erano queste le ricette per integrare i gruppi marginali come i nomadi o il popolo jenisch nella società stanziale. Tali misure vennero attuate tramite un connubio di aiuti e costrizioni, ad esempio con l'ausilio di «Bambini della strada» di Pro Juventute.
«Bambini della strada» – consultazione degli atti e nota di contestazione
In via di principio soltanto i diretti interessati hanno accesso alla documentazione dei fondi «Bambini della strada» e «Seraphisches Liebeswerk Solothurn» conservati presso l'Archivio federale. Costoro hanno inoltre la possibilità di effettuare una rettifica degli atti.
Archivio federale svizzero
Archivstrasse 24
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