La valle d’Orsera sommersa

Chi l’avrebbe mai immaginato che una volta si pensava di inondare l’Ursental. Un terzo dei bisogni elettrici della Svizzera sarebbe dovuto essere così coperto.

Grazie ad un investitore egiziano si accende negli abitanti della valle d'Orsera la speranza in tempi migliori. Egli intende realizzare un esclusivo villaggio di vacanza e risollevare così l'economia della valle vicino al San Gottardo. All'inizio del XX secolo Andermatt, in cui fu costruito il primo skilift, era tra le mete preferite del turismo svizzero. Ma  l'apertura della galleria autostradale del San Gottardo nel 1980 bloccò l'afflusso di turisti. Inoltre con la partenza dei militari i ristoratori temevano di dover chiudere. L'agricoltura non era un'alternativa praticabile visto le rigide condizioni climatiche.

Tutte queste preoccupazioni sarebbero di colpo sparite, insieme alla valle d'Orsera, soppiantata da un immenso lago artificiale, raffigurato nel dipinto. Le centrali elettriche della Svizzera centrale avevano pianificato insieme alle Ferrovie federali svizzere e al Credito svizzero di costruire un muro all'uscita della valle, che avrebbe contenuto le acque della Reuss e del Reno. Il progetto prevedeva lo spostamento di duemila urani e delle località di Andermatt, Hospental e Realp ad un'altitudine più elevata. L'opera avrebbe permesso di coprire un terzo dell'intero fabbisogno di elettricità della Svizzera, rappresentando un importante passo avanti verso l'autarchia, cui aspirava il paese durante la Seconda Guerra mondiale.

Ma gli urani si opposero con forza al progetto. Nel 1946 durante la "sommossa di Andermatt" fu fatto intervenire l'esercito per fermare la folla in collera. Quest'ultima si era accanita contro un ingegnere che aveva acquistato dei terreni e minacciava inoltre di distruggere l'ufficio di un architetto. Il progetto fu abbandonato definitivamente nel 1951.

Autore: Urs Hafner

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